La trazione animale

La trazione animale, in particolare con cavalli, è sempre esistita negli ambienti agricoli e forestali. Nel diciannovesimo secolo l’animale da lavoro era pressoché ubiquo in tutte le attività agricole, mentre nel ventesimo secolo è stato gradualmente dimesso a favore di veicoli motorizzati.


Tuttavia, negli ultimi quindici anni, gli agricoltori e le imprese forestali hanno riscoperto l'interesse della trazione animale nelle loro attività. Un interesse multiforme che è andato di pari passo con la crisi ecologica globale che ha colpito i paesi agricoli sviluppati. In determinate situazioni infatti, la trazione animale consente la riduzione del consumo di energia fossile, determina processi favorevoli alla natura e ai terreni fragili causati da metodi di produzione intensivi.

E’ indubbio che la trazione animale presenti notevoli vantaggi non solo in termini di rinnovabilità dell’energia prodotta ma anche di ridotta compressione del terreno.
Tra le buone ragioni economiche ci sono:

  • Risparmio di combustibili
  • Risparmio sui costi di manutenzione e riparazione dei trattori
  • Risparmio sull’acquisto di concime
  • Possibilità di guadagnare dalla vendita dei puledri
  • Possibilità di rendere produttive terre che normalmente non lo sarebbero usando il trattore.

Questi benefici sono più facilmente realizzabili in piccole fattorie che praticano un sistema di agricoltura chiuso o quasi chiuso con una produzione diversificata, esattamente quello che le zone marginali d’Italia richiedono.

Molte delle ragioni ecologiche sono ovvie:

  • Minor compattamento della terra
  • Sistema chiuso: il mangime è prodotto all'interno della fattoria per gli animali che lavorano nella stessa
  • Forte riduzione delle emissioni di gas serra
  • Fonte di fertilità dal letame degli animali

La ricerca di soluzioni alternative al trattore non ha riscosso fino ad oggi alcun successo di rilievo. Né i carburanti di derivazione agricola, né i pneumatici a bassa pressione rappresentano soluzioni valide ai problemi, un fatto conosciuto da tempo ma che ha ricevuto scarsa attenzione.

Un' alternativa alle pratiche correnti ha riscosso scarsa attenzione fino ad oggi: l'utilizzo di cavalli da tiro e di attrezzature agricole trainate di moderna concezione. Nell'attività agricola, il numero delle imprese che decide di implementare l'utilizzo di energia naturale è in lenta ma costante ascesa.

L'interesse nell'uso del cavallo in agricoltura e nella cura del verde è in crescita anche in altri Paesi europei (Francia, Germania, Paesi Scandinavi...): ciò non avviene per caso, giacché l'utilizzo del cavallo da tiro si accorda perfettamente con i principi dell'agricoltura biodinamica. L'obiettivo della produzione a ciclo chiuso può per molti versi essere più facilmente raggiunto mediante l'implementazione della trazione animale rispetto all'uso di trattori motorizzati. In primo luogo il carburante, costituito dal foraggio per il cavallo, è prodotto all'interno dell'azienda stessa e non acquistato altrove, minimizzando quindi costi ambientali per il trasporto del carburante. Il cavallo utilizza l'energia solare, sotto forma di erba e cereali, senza che occorrano dispendiosi processi di trasformazione che provocano la perdita di una vasta parte del valore energetico di questi prodotti. In netto contrasto con i carburanti di origine agricola, l'utilizzo della trazione animale rappresenta la possibilità reale utilizzo di sostanze grezze rinnovabili.

Testo adattato da L'uso moderno del cavallo nell'agricoltura biologica - Peter Herold, Pit Schlechter & Reinhard Scharnholz